venerdì 29 settembre 2017

ECCO IL FRUTTO DELLA MIA ULTIMA RICERCA!




Bambini di oggi: la meditazione può essere un valido aiuto per imparare a entrare in relazione con se stessi, gli altri, il mondo?

Improvvisamente, una notte ho sentito il desiderio di scrivere questo libro per fare un regalo, un dono speciale, ai bambini che da sempre porto nel cuore. Un dono per aiutarli a crescere bene e a godere di una vita serena e gradevole fin dalla loro più tenera età.

Ho insegnato per tanti anni e la scuola per me era un’importante ragione di vita. Ora faccio la nonna .Ho due nipotini che sono la luce dei miei occhi, partecipo alle loro emozioni positive e negative e mi piace riflettere per capire che cosa passa nella loro testolina, mettermi nei loro panni e interpretare i momenti di malessere per aiutarli a stare meglio. E non è facile!

Rifletto sul fatto che tutti i bambini giorno dopo giorno siano a contatto con situazioni più o meno difficili, causa di ansie e stress e il concetto che vede l’infanzia come l’età dell’oro è ben lontano dalla realtà.

Sembra che i cuccioli d’uomo nel nostro mondo occidentale siano immersi nella bambagia e abbiano ogni desiderio soddisfatto, ma in realtà non sempre  hanno davvero riconosciuti i loro diritti reali, spesso sono soggetti a regole arbitrarie, decisioni talvolta incoerenti, prese dai grandi; a volte vengono puniti per colpe di cui non sono consapevoli.

Molti  rimangono a scuola per otto ore al giorno e non hanno tante possibilità di scegliere come impiegare il tempo.

La scuola, con il suo carico di cose da imparare, li pone in una situazione competitiva in cui devono per forza essere bravi e misurarsi con gli altri, in uno stato di continua tensione.
Spesso prepotenza e minaccia fanno capolino nel loro mondo; soffrono di tensioni fisiche e psicologiche, anche se vivono in famiglie ideali.

E i piccoli provano tutta la gamma di sentimenti che assorbono anche la vita dell’adulto: amore, gioia, paura, delusione, rabbia, tristezza, con forte intensità e spesso non sanno dare un nome a ciò che hanno dentro.


Il bisogno di essere accettati dai compagni è molto influente in questo periodo della vita e i fanciulli possono sentire il peso del fallimento nelle loro relazioni, come un macigno.
Oltre alla crescita cognitiva, affrontano problemi quotidiani che hanno a che fare con la coscienza di sé, l’identità, il senso di appartenenza, il rispetto delle regole e lo stare  con gli altri.

Allora è facile capire che la natura e la forza di tutte queste pressioni possono causare nei bambini sintomi di disagio e stress, in un periodo in cui è difficile esprimere i propri problemi e essere presi sul serio.

Penso che la scuola attuale, nonostante tutte le contraddizioni,  sia a una svolta e possa fare del suo meglio realizzando progetti e attività per aiutarli a imparare a comprendere se stessi, padroneggiare le proprie ansie e i propri processi mentali, scoprire come darsi tranquillità e trovare l’equilibrio dentro di sé.

La scuola non deve solo trasmettere cultura, ma trovare il modo di aiutare i nostri “gioielli” a gestire la propria vita interiore, ad  usare in modo produttivo la propria energia mentale, anziché disperderla in preoccupazioni e pensieri disordinati e poter  accedere a livelli creativi della mente.

Se penso alla mia esperienza personale dell’infanzia, ricordo che la mia vita era immersa nella solitudine, accompagnata spesso da una grande tristezza, sensazione di non valore, diffidenza, paura e distacco nel gestire le relazioni.

Riuscivo a consolarmi allontanandomi da casa da sola e facendo passeggiate, immersa nei colori e nei profumi delle diverse stagioni o osservando, nel buio della notte,  il cielo stellato.

Ricordo che essere immersa nella natura aveva un effetto   rilassante sul mio cervello in subbuglio. Non era anche questa una embrionale, inconsapevole forma di meditazione?
  


Credo che la meditazione possa essere uno dei mezzi più validi per aiutare i bambini ad affrontare meglio la vita sia dal punto di vista personale sia da quello scolastico. Potrebbe consentire loro di padroneggiare i propri pensieri e le proprie emozioni, attraverso una migliore comprensione e accettazione di sé.

SONO VERAMENTE BUGIE O BISOGNI NASCOSTI?

BUGIE PER VERGOGNA







Luca ha portato a casa il temperino di Luisa dichiarando che è stata lei a darglielo.
La bugia riguarda in questo caso la vergogna per aver agito male e la paura di essere umiliato. Certi bambini soffrono di un complesso di inferiorità: la lode li conforta e gli restituisce un po’ di fiducia in se stessi; il rimprovero li abbatte, li scoraggia, intacca la loro autostima. Il bambino sa che rubare le cose degli altri è molto brutto e può incorrere nel disprezzo altrui.

RIMEDIO

La vergogna per aver agito male è un sentimento utile e non bisogna combatterlo. Occorre però dare speranza e coraggio al bambino che si vergogna per un’azione commessa. L’educatore ha quindi la possibilità di perdonare, cosa che non significa approvare e ignorare.
Occorre che il bambino senta di avere ancora la fiducia del genitore.
Un passo successivo sarà quello di scoprire il motivo di insoddisfazione e di squilibrio che ha portato il bambino a mentire. Ci deve essere un punto che stona nell’esperienza familiare o scolastica.
Non è giusto inoltre  umiliare il bambino specialmente in pubblico perché questo porterebbe il ragazzo a rinchiudersi in un atteggiamento di sfiducia e d’indifferenza e ciò vanificherebbe l’azione educativa.

BUGIE PER VANITA’

Pierino di nove anni dice :“ Io ho guidato la macchina di papà”.
Certi bambini si vantano di saper fare cose impossibili. Queste affermazioni hanno sempre origine da un sentimento di inferiorità che porta a cercare di farsi valere in modo sbagliato per compensare le proprie difficoltà e attirare la simpatia e la stima degli altri.
A questo proposito mi vengono in mente le bugie che io stessa avevo raccontato a 11 anni a un ragazzino che era arrivato da poco nella mia classe. Abitavo in un’umile casa di campagna  sprovvista anche dei più elementari comfort . A questo bimbo spaesato che era venuto da lontano ad abitare nel nostro paese avevo raccontato di abitare in una grande casa provvista di tutto il necessario e anche del superfluo compresa la televisione che allora esisteva solo in Parrocchia!

RIMEDIO

Per curare la bugia detta per vanità si potrà utilizzare un’amabile ironia che non dovrà mai essere sprezzante o cattiva. Occorre guidare il bambino che si vanta a una vera valutazione di sé e delle cose . Gli si farà precisare con pazienza e con un lieve sorriso i particolari dei suoi racconti; la versione giusta delle sue gesta.
 La bugia per vanità nasce quasi sempre da un complesso di inferiorità e da una certa mancanza di socievolezza. Se il bambino si sopravaluta nei suoi discorsi, lo fa perché soffre di non essere sufficientemente apprezzato. Occorre ridare fiducia al piccolo vanitoso, indicargli quali sono le sue risorse reali, fargli capire che i suoi sforzi e i suoi risultati vengono considerati.
Bisogna instillare nel bambino vanitoso un vero senso sociale valorizzando tutte le persone, considerando tutte le professioni per la loro utilità, facendo capire che il lavoro di squadra è quello che raggiunge i migliori risultati perché ognuno può svolgere il suo compito e tutti possono dare il loro contributo.
I meriti personali non riguardano ciò che si ha o come si è fisicamente, o quanta intelligenza si possiede; ognuno di noi ha ricevuto dei doni che per vivere bene in società deve mettere al servizio degli altri.

BUGIE PER GELOSIA

“ Mamma, Guido ha fatto questo, ha fatto quello.” racconta spesso Federica inventando di sana pianta malefatte piccole e grandi del fratellino.

In questo caso è la gelosia che spinge a raccontare bugie perché può sembrare che la mamma e il papà si occupino con più attenzione del fratellino.
Ricordiamoci che l’amore è la ricchezza di cui i bambini sono più avidi e che meno volentieri acconsentono a dividere con gli altri.
Tutto quello che crea differenza di trattamento può essere giudicato dal bambino come uno svantaggio o un’inferiorità e dargli occasione di mentire.

RIMEDIO

Il rimedio è evidente, ma la sua efficacia non si manifesterà subito. Alla gelosia familiare si rimedia con una migliore ripartizione di affetto tra i figli.
Se la gelosia è sociale, i genitori possono intervenire creando un’atmosfera basata sulle seguenti certezze: certi valori non si comperano, come l’amore; ognuno ha ricevuto dei doni e nel mondo c’è posto per tutti; occorre inserirsi bene nel contesto sociale animati da uno spirito di fraternità e di solidarietà.

BUGIE PER DISISTIMA DI SE’

“ E’ stato Dario a rompere il banco, l’ho visto io. “ accusa Alan, ma in realtà l’ha rotto lui appositamente.
I bambini infelici per qualche motivo provano un certo rancore verso i compagni che sentono superiori o verso gli adulti che secondo loro li trattano ingiustamente  e sono quindi motivati a inventare accuse nei loro confronti per  rivalersi di ciò che non hanno.

RIMEDIO

Quando un bambino ha sofferto o soffre a causa di un disagio familiare per motivi di abbandono o disaccordo tra i genitori è difficile aiutarlo senza l’ intervento di un esperto . In questi casi le parole non bastano: nasce l’esigenza di inserire il piccolo in un contesto, in un’atmosfera di autentica fraternità umana per sostituire in lui l’immagine di relazioni sbagliate che si è formato.

BUGIE PER MITOMANIA

“Mamma mi fanno male le gambe, non riesco a camminare!” esclama Angela al risveglio.
Ci sono talvolta bambini simulatori; difficile scoprire l’origine delle loro invenzioni esagerate. Forse cercano un mezzo per ottenere l’interesse e l’attenzione che prima avevano in maggior quantità e che hanno perso per motivi i più disparati.

RIMEDIO

Il sentimento per cui  un bambino si sente inferiore nei confronti degli adulti davanti ai quali si sente fragile e debole può essere fecondo in quanto risveglia nell’essere umano il desiderio di maturarsi per “raggiungere” gli altri. Ma può diventare un complesso e far nascere il desiderio di superare e dominare gli altri. Anche i più piccoli difetti o situazioni sfavorevoli, per esempio in famiglia, possono servire per alimentare questo desiderio di rivalsa. Pertanto è necessario scoprire di che cosa soffre il bambino e contro che cosa si ribella.
Dopo questa indagine occorre rivalutare il bambino di fronte a se stesso: mostrargli quali sono le sue risorse, rivelargli la sua possibilità di conquistare un posto nella vita insieme agli altri, sviluppando i suoi talenti. Man mano che il ragazzo acquisirà fiducia in sé stesso, diminuirà anche il desiderio di mentire.

BUGIE PER RIVENDICAZIONE D’INDIPENDENZA

“ Sono solo io che non vado alla festa sulla spiaggia. Tutti gli altri ci vanno. Perché io no?”
Le bugie degli adolescenti sono in genere dettate dalla rivendicazione di maggior libertà.
Spesso i genitori faticano ad accettare che i figli siano cresciuti ed esercitano un controllo eccessivo sulle loro azioni .  Ciò istiga lo spirito di opposizione in quanto alcuni adolescenti vogliono salvaguardarsi dall’intrusione secondo loro illegittima dei genitori nelle loro faccende personali.

RIMEDIO

Occorre che i genitori si osservino per capire se stanno continuando a trattare il figlio come se fosse ancora piccolo senza rendersi conto che ormai è un adolescente e ha bisogno della propria autonomia. Un buon modo per evitare che il ragazzo si annoi è quello di creare in casa un ambiente divertente, aperto e accogliente dove invitare gli amici. Un altro buon sistema è quello di immergersi tutti insieme nella natura o partecipare a esperienze gratificanti:  visione di films, escursioni o momenti culturali.

BUGIE PER IMITAZIONE DEI GRANDI

Questa causa di menzogna è purtroppo più frequente di quanto non si creda.
Molti genitori predicano la sincerità, ma mentono ai figli fin dalla più tenera età.
Che dire dei falsi miti tipo “Babbo Natale”?
Spesso per indurre i bambini ad accettare di fare alcune cose si dilungano in false promesse: “Vai a dormire un po’, quando ti svegli, andiamo da Luigi a giocare”, poi da Luigi non si va perché è uscito.
Talvolta i genitori danno spiegazioni false circa  fatti o fenomeni per i quali basterebbe una semplice affermazione ,ma realistica.
A volte i genitori stessi suggeriscono ai bambini di  dire una bugia per giustificare una propria mancanza . “ No, la mamma non è andata oggi.”
Spesso in famiglia si parla male delle persone  mettendo in evidenza difetti e comportamenti ridicoli o negativi ma poi quando si vede quel tale ci si profonde in complimenti.
Insomma si predica bene, ma si razzola male!

 RIMEDIO

In questo caso il rimedio è davvero nelle mani dei genitori: devono smettere di mentire; cominciare a vivere nella verità.  Un bambino allevato in un’atmosfera di completa sincerità sarà  spontaneamente sincero.
Appare allora anche l’esigenza di far capire ai figli che per essere sinceri, nel mondo d’oggi, occorre molto coraggio e forza morale.
 L’adulto deve trarre dalla propria esperienza delle difficoltà che lui stesso ha incontrato nel dire la verità, la capacità di comprendere quanto lo stesso atteggiamento sincero sia difficile per il bambino.
La comprensione degli altri, il mettersi nei panni altrui è sempre il primo modo per capire e quindi occorre assumere un atteggiamento comprensivo adatto alla situazione.

CONCLUSIONE

 Sono stata veramente soddisfatta di leggere questo fascicoletto, che risale a 50 anni fa , ma è ancora molto attuale, ricco di buonsenso e di saggezza.
Mi ha messo di fronte anche a come io stessa affronto la verità.
Ho valutato meglio le  difficoltà di vivere nella verità soprattutto per un bambino che non ha le competenze e la maturità dell’adulto.

Ho capito che è sempre necessario scoprire i moventi che spingono i fanciulli a dire bugie per aiutarli a capire meglio se stessi, a incoraggiarli a migliorare e a crescere nel migliore dei modi.

domenica 13 agosto 2017

BUGIE.. VANTAGGI... BUGIE... VERGOGNA... BUGIE...VANITA'...

BUGIE PER VANTAGGI APPORTATI DA MENZOGNE PRECEDENTI

“Mamma, oggi la maestra mi ha lodato perché sono stata la prima a finire.” dice Lorella alla mamma anche se non è vero  e lei le compra un regalo.

Forse  presa dal lavoro e distratta da altre preoccupazioni, la madre non ha approfondito la cosa, instaurando nella bambina l’abitudine a mentire per  ottenere qualcosa in cambio: qualche vantaggio affettivo, dei complimenti o cose materiali.

RIMEDIO

Bisogna stare attenti a che la bugia non procuri al bambino vantaggi a breve scadenza; ciò causerebbe un certo incitamento a ripetere la bugia. E’ giusto dunque mantenere una certa sorveglianza che non dovrà essere tuttavia soffocante e sospettosa.

BUGIE PER VERGOGNA

Luca ha portato a casa il temperino di Luisa dichiarando che è stata lei a darglielo.

La bugia riguarda in questo caso la vergogna per aver agito male e la paura di essere umiliato. Certi bambini soffrono di un complesso di inferiorità: la lode li conforta e gli restituisce un po’ di fiducia in se stessi; il rimprovero li abbatte, li scoraggia, intacca la loro autostima. Il bambino sa che rubare le cose degli altri è molto brutto e può incorrere nel disprezzo altrui.

RIMEDIO

La vergogna per aver agito male è un sentimento utile e non bisogna combatterlo. Occorre però dare speranza e coraggio al bambino che si vergogna per un’azione commessa. L’educatore ha quindi la possibilità di perdonare, cosa che non significa approvare e ignorare.

Occorre che il bambino senta di avere ancora la fiducia del genitore.
Un passo successivo sarà quello di scoprire il motivo di insoddisfazione e di squilibrio che ha portato il bambino a mentire. Ci deve essere un punto che stona nell’esperienza familiare o scolastica.

Non è giusto inoltre  umiliare il bambino specialmente in pubblico perché questo porterebbe il ragazzo a rinchiudersi in un atteggiamento di sfiducia e d’indifferenza e ciò vanificherebbe l’azione educativa.


BUGIE PER VANITA’

Pierino di nove anni dice :“ Io ho guidato la macchina di papà”.
Certi bambini si vantano di saper fare cose impossibili. Queste affermazioni hanno sempre origine da un sentimento di inferiorità che porta a cercare di farsi valere in modo sbagliato per compensare le proprie difficoltà e attirare la simpatia e la stima degli altri.

A questo proposito mi vengono in mente le bugie che io stessa avevo raccontato a 11 anni a un ragazzino che era arrivato da poco nella mia classe. Abitavo in un’umile casa di campagna  sprovvista anche dei più elementari comfort . 

A questo bimbo spaesato che era venuto da lontano ad abitare nel nostro paese avevo raccontato di abitare in una grande casa provvista di tutto il necessario e anche del superfluo compresa la televisione che allora esisteva solo in Parrocchia!

RIMEDIO

Per curare la bugia detta per vanità si potrà utilizzare un’amabile ironia che non dovrà mai essere sprezzante o cattiva. Occorre guidare il bambino che si vanta a una vera valutazione di sé e delle cose . Gli si farà precisare con pazienza e con un lieve sorriso i particolari dei suoi racconti; la versione giusta delle sue gesta.

 La bugia per vanità nasce quasi sempre da un complesso di inferiorità e da una certa mancanza di socievolezza. Se il bambino si sopravaluta nei suoi discorsi, lo fa perché soffre di non essere sufficientemente apprezzato. Occorre ridare fiducia al piccolo vanitoso, indicargli quali sono le sue risorse reali, fargli capire che i suoi sforzi e i suoi risultati vengono considerati.

Bisogna instillare nel bambino vanitoso un vero senso sociale valorizzando tutte le persone, considerando tutte le professioni per la loro utilità, facendo capire che il lavoro di squadra è quello che raggiunge i migliori risultati perché ognuno può svolgere il suo compito e tutti possono dare il loro contributo.


I meriti personali non riguardano ciò che si ha o come si è fisicamente, o quanta intelligenza si possiede; ognuno di noi ha ricevuto dei doni che per vivere bene in società deve mettere al servizio degli altri.

sabato 5 agosto 2017

BUGIE PER PAURA DELLO SFORZO



“Ho dimenticato il libro a scuola” dice Luigi alla mamma, mentre in realtà l’ha fatto di proposito. E’ una bugia o una dimenticanza inconscia?

Il bambino ama il gioco e tende a rimandare le incombenze noiose o ciò che gli sembra difficile. Forse non è molto attratto da quella materia o è tendenzialmente pigro e prova antipatia per tutto ciò che esige uno sforzo impegnativo.

L’educatore sensibile deve prestare attenzione a questi segnali.

RIMEDIO
Nella paura dello sforzo è in causa l’educazione alla fiducia in sé. Molti bambini non si impegnano perché sono scoraggiati, hanno la sensazione di non essere capaci. Bisogna dunque cercare per quali ragioni soggettive o oggettive , il bambino ha questa idea di sé.

Forse si richiede da lui uno sforzo superiore alle sue capacità, oppure gli si chiede di fare qualcosa che non corrisponde ai suoi gusti.

Forse il bambino ha avuto diverse volte la sensazione del fallimento, allora occorre rieducarlo ad avere fiducia in sé proponendogli traguardi adatti alla sua età.

In altri casi la paura dello sforzo nasce dal fatto che il bambino non è stato educato a fare una certa fatica fin dai più teneri anni, non ha l’abitudine a impegnarsi e non ne conosce la gioia.

E’ questo uno stato d’animo abbastanza frequente nei bambini di oggi che hanno tutto e i cui genitori, per guadagnare tempo, si sostituiscono a loro anche nelle cose più elementari. E’ importante gradualmente abituare il piccolo allo sforzo prima ricorrendo all’affettività, all’incoraggiamento, più avanti al senso del dovere.



La ginnastica e lo sport oculatamente praticato possono costituire incitamento allo sforzo.

lunedì 31 luglio 2017

BUGIE PER AMOR PROPRIO E PER PAURA DI ESSERE PUNITI


ORGOGLIO

Gianni dice “ Tanto a me non piace il gelato” perché il genitore per punirlo di essersi comportato male gli dice che non lo avrà.  Il bambino si sente offeso, ma non potendo  opporsi alla volontà dell’adulto, fa finta che la punizione gli sia indifferente.

Talvolta i genitori leggono un atteggiamento di insensibilità verso i rimproveri  a questo proposito, ma l’impassibilità è solo apparente: il bimbo non accetta di essere messo in stato di inferiorità e si sente  scoraggiato.

PAURA DELLA PUNIZIONE

Il movente del più gran numero di bugie  è  il timore di una punizione.

“ Era già rotta la bottiglia. Non sono stato io a farla cadere” dice Maria con la maglietta bagnata.

Questo tipo di bugia accompagna i bambini anche fino a dieci o dodici anni , ma non sempre sono abili nel raccontare bugie e spesso vengono scoperti.

Quando il timore della punizione è forte, il bimbo può aggravare la sua posizione ripetendo ostinatamente la bugia o aggiungendone di nuove. Ciò rivela il suo panico e la sua immaturità . Il mentitore è così confuso che non si rende conto di aggravare la sua situazione. 

In questi casi  la responsabilità non è forse dell’adulto che si insedia sullo scranno del giudice? Attenzione a non  far aumentare l’ abilità nell’inventare scuse creando l’abitudine a mentire. 

Il bambino guarda  soltanto il momento presente e questo gli suggerisce di salvarsi con ogni mezzo. E’ la logica dell’infanzia che non corrisponde a quella dell’adulto.

RIMEDIO

Occorre porre attenzione alle punizioni, meno sono meglio è.

La punizione è un rimedio superficiale e non va alla radice del male . Meglio un sistema più educativo che repressivo, infatti quest’ultimo lascia nel bambino una certa amarezza anziché farlo riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e aiutarlo a migliorare.

E’ utile invece parlare con il bimbo e  farlo riflettere  sulle pericolose conseguenze a cui si va incontro raccontando bugie: la diminuzione della stima, la perdita della fiducia degli adulti.

Occorre far rilassare la tensione, ascoltando le motivazioni del bambino, metterlo a suo agio , fargli capire che si desidera aver fiducia in lui e incoraggiarlo per ottenere una maggior assunzione di responsabilità.

Si può mettere in evidenza con degli esempi, anche delle letture, come la menzogna sia socialmente nociva perché toglie  la sicurezza nella vita, se tutti mentissero senza rimorsi.





sabato 29 luglio 2017

DIMMI UN POCO, MAMMA MIA, COME È FATTA COME È FATTA LA BUGIA?




Nei miei ricordi d’infanzia ho scovato questa canzoncina che se, non sbaglio era stata scritta da un grande musicista, di cui però non ricordo il nome!

“Dimmi un poco, dimmi un poco, dimmi un poco, mamma mia,
com’è fatta, com’è fatta, com’è fatta,la bugia?
Non si vede, non si tocca, esce sempre dalla bocca
E’ una cosa disdegnosa, brutta brutta e vergognosa
Mamma, mamma io n’ho paura,
non la voglio accanto a me!
-Non temer - mi rassicura -Non dir mai quel che non è!


Per quanto riguarda i bambini, la questione delle bugie non è così semplice. Perché i bambini mentono? Sono veramente colpevoli?

Le motivazioni possono essere molto diverse e per ognuna occorre fare una riflessione prima di intervenire con esclamazioni fuori luogo.

 BUGIE DETTATE DALL’IMMAGINAZIONE

I bambini sotto i sei anni non distinguono ancora bene la realtà da ciò che desiderano e da ciò che hanno sognato.
“ Ho visto un lupo nero che entrava dalla finestra”  è  chiaro che Marco che fa questa affermazione può aver visto un lupo,  ma da un’altra parte e non riesce a localizzare bene il ricordo. Questa “bugia” nasce dalla paura e dalla confusione tra sogno e realtà.

“La zia mi ha detto che mi regalerà un tablet”.
E’ evidente il desiderio che si nasconde nelle furbe parole di Anna  di 5 anni.


RICERCA DEI RIMEDI
Come rimediare, occorre lasciar perdere o intervenire affinché il bambino impari ad amare la verità? Certo il rimedio deve essere adatto alla causa!

Le bugie dovute all’immaginazione alla “logica” divergente tipica di questa età guariscono con il passare del tempo. Sono solo bugie apparenti.

Può essere utile sviluppare nel bambino sognatore il senso del reale e lo spirito di osservazione con giochi appropriati ( ricerca di differenze in immagini o classificazione in base a criteri dati); abituarlo a lavoretti manuali ( giochi di costruzione, ricalco di disegni o mosaici con materiale vario per favorire l’attenzione ai particolari e la riproduzione il più possibile simile al modello dato).


Si può guidare il piccolo a precisare meglio i suoi ricordi, con domande appropriate e con una certa dolce insistenza.


giovedì 27 luglio 2017

I BAMBINI E LE BUGIE


La piccola Luisa appena tornata dal campus estivo dice  alla mamma: “ Io non ci vado più perché l’animatrice mi ha tirato un orecchio!”
La mamma si fa raccontare la circostanza: sembra che Luisa non volesse stare seduta a tavola durante il pranzo e per questo l’educatrice l’abbia punita in quel modo.

La bimba è molto arrabbiata e continua a dire che il giorno dopo non sarebbe più andata al campo. Secondo la mamma ciò che dice è una bugia perché lei non voleva stare seduta come le veniva richiesto e forse era stata rimproverata un po’ bruscamente.

La mamma pensa che sia giusto che i bambini si confrontino con situazioni diverse, persone diverse al di fuori della famiglia le quali possono avere anche modi non sempre consoni; è la vita e a volte capita che i bambini siano immersi in situazioni anche un po’ frustranti.
Il primo passo però è quello di dare retta ai bambini, ascoltare che cosa hanno da raccontare, come vivono le esperienze fuori casa; far sentire loro che siamo presenti e vicini e possiamo sostenerli in qualsiasi momento.

E se dicono bugie? Questo episodio offre uno spunto per riflettere su un fatto noto: i bambini dicono bugie. 

                                                            PERCHE’ ?

Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca “I bambini e le bugie” e in Internet si apre un mondo di opinioni, contributi di esperti mamme e persone interessate all’argomento.

Questa volta però mi sono ricordata di avere un libretto che mia mamma aveva comprato quando frequentavo la prima media  su suggerimento dell’allora preside Aldo Pedrone che ricordo come un uomo forte , esempio di padre, capace di intervenire nelle situazioni conflittuali dei ragazzi con senso di giustizia ed equità. Non so se mamma l’abbia letto, ma temo di no perché era sempre in altre faccende affaccendata.

Faceva parte di un cofanetto con 6 libretti scritti da  Pierre Dufoyer e Dr Lefranc  Ed. Paoline. 
Analizzano i comportamenti considerati poco positivi nei bambini suggerendo ai genitori di riflettere  obiettivamente sui loro metodi educativi e scegliere quindi dei comportamenti appropriati  per dare fiducia ai bimbi con gentilezza e fornendo un esempio di vita  per farli crescere in modo sereno.

Ho ritrovato 4 di questi libretti, perché sono una conservatrice e raccolgo da anni contributi che parlano di educazione. Mi spiace di averne persi due. Sono un po’ datati?  L’edizione è del 1962.
Ho riletto il breve trattato sulle bugie e vi ho trovato  tante verità e  suggerimenti interessanti e validi anche ai nostri giorni.



Il trattatello parte dalla definizione di bugia come “ asserzione di una cosa che si sa contraria alla verità”. L’autore afferma che la morale naturale considera negativa la menzogna e ciò è un fatto valido: che cosa diventerebbe la vita degli uomini  o tra le nazioni se la menzogna fosse lecita?